Giovanni Pascoli nello specchio delle sue carte
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Stazzema (1996)

Catalogo della mostra "Memoria perduta, memoria ritrovata"
Tra le diverse località coinvolte nella terribile alluvione della Versilia del 19 giugno 1996, Cardoso fu quella colpita più gravemente, sia per il numero delle vittime (11 morti e 1 disperso) che per l’entità degli edifici distrutti.  
Le acque e il fango sommersero anche il cosiddetto "Palazzetto" di Cardoso, l'ex scuola elementare dove era collocato l'archivio del Comune di Stazzema: dell'intero patrimonio documentario non si salvarono che pochi registri e una manciata di documenti.
L'intero archivio venne letteralmente spazzato via dalla marea di fango che, squarciando porte e finestre, invase il piano terreno dell'edificio trascinandone fuori documenti e scaffalature. Alcune carte sciolte ed un registro di Partiti e Deliberazioni della Comunità di Stazzema, datato 1816-1828 vennero recuperati dalla cittadinanza dagli angoli più disparati del paese e raccolti presso la chiesa di Cardoso, mentre pochi altri documenti si salvarono perché in quel momento si trovavano presso la sede del Comune, a Pontestazzemese.
La Soprintendenza Archivistica si fece subito carico dei pezzi recuperati, trasportandoli al laboratorio di restauro dell’Archivio di Stato di Firenze. Questi pezzi, una volta lavati e restaurati, vennero esposti l’anno successivo, nel maggio 1997, nella mostra organizzata dal Comune di Stazzema Memoria perduta, memoria ritrovata
 
In totale, delle 510 unità preunitarie si sono salvati 6 pezzi: 3 registri e 2 filze che si trovavano fuori archivio, più il registro di deliberazioni recuperato dal fango; della sezione post-unitaria, che contava invece 1189 pezzi, ne sono sopravvissuti una cinquantina fra carteggio, ruoli delle imposte, documenti contabili, documenti elettorali, registri dello stato civile.
Una precisa valutazione dell’entità del danno è stata possibile grazie alle relazioni dei funzionari della Soprintendenza precedenti all’alluvione e all’inventario compilato nel 1959. Diviso nelle sezioni preunitaria e postunitaria, l’archivio conteneva documenti del Comune di Stazzema, della Cancelleria Comunitativa di Pietrasanta e dei comunelli che facevano parte della Vicaria di Stazzema a partire dalla metà del 1500. Dalle relazioni si evince che l’archivio era già stato compromesso nel corso della seconda guerra mondiale, quando l’edificio nel quale si trovava era crollato e per diverso tempo le carte erano rimaste esposte alle inclemenze del tempo, causando sia danni fisici che la perdita dell’ordinamento.
 
La consapevolezza della gravità della perdita da parte del Comune e la volontà di ricostruire la memoria storica del paese si concretizzarono, con l’aiuto della Soprintendenza e della Regione Toscana, in un progetto di censimento delle fonti riguardanti Stazzema presenti nell’Archivio storico comunale di Pietrasanta, negli Archivi di Stato di Firenze, Genova, Lucca, Livorno e Pisa e negli archivi diocesani e parrocchiali limitrofi. Questo lavoro ha portato alla pubblicazione del volume Contributo al recupero delle fonti per la storia del territorio di Stazzema nel quale vengono ripercorsi gli avvenimenti e descritta analiticamente la documentazione superstite.
 
Infine, tra il 1999 e il 2000, la Soprintendenza si è fatta carico del restauro del superstite materiale postunitario affidandolo al "Laboratorio di Restauro del Libro dell'Abbazia di Santa Maria di Rosano" (Rignano sull’Arno, Firenze).
 
 

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